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lunedì, 19 febbraio 2007
Ho scoperto che ti chiamo per vedere se davvero mi rispondi, e po-oi, per sentire la tua voce
Che è una cosa infintamente be-Ella, come la mamma, un sole, una caramella.
Ti mando messaggi per vedere se rispondi, rumori per evidenziare il tuo silenzio, ribalto il mondo e sopra cade la neve!
E' una bella confusione, bello osservarla, bello restare, bello partire.
Credo di sorridere molto ultimamente.
lunedì, 01 gennaio 2007
Ridi stop. Parli stop.
Dove siamo finiti dopo tutti questi spazi e silenzi e parole non dette, ma pensate, dove sono andate le promesse non fatte e i giuramenti, oh, anche quelli?
Che peccato tesoro, tesoro mio, mi guardo attorno desolata, che avverto la tua mancanza quando mi rendo conto di questo spazio devastato dal vuoto.
E' un insulto sentire la tua mancanza dove potrei sentire quella di qualcun'altro, di qualcos'altro, è ora di cambiare, si, cambiare. E ancora stento a credere, ma sono sicura che vi saranno ottime ragioni alla base, la mia fede sono le ottime ragioni degli altri ad agire così.
Gli altri che soffrono e che pregano, maledicono urlano, ognuno ha il suo motore personale, la sua storia. A me non resta altro da fare che prendere atto di queste decisioni e adoperare il rispetto in forma estesa, sopra ogni gesto ed ogni ricordo, sopra il tuo nome e decidere per un qualunque presente, a basso consumo.
Periodi strani, cupi, fatti di gesti e sorrisi tra noi, come complici di una setta. E ancora un gesto, amore, un sorriso, a vita, la tristezza negli occhi è coperta da troppi capelli, lunghi, da baci e affettuosità.
Così ci vediamo oggi noi, uno riflesso nell'altra, che spesso abbassiamo lo sguardo, per non vedere fino in fondo quella verità così grande che già è diventata cosa viva in queste stanze dove alberga.
E si, una volta c'era l'amore. Oggi spazio libero. MI vuoi bene?
giovedì, 14 settembre 2006
Porta lividi inesistenti ai polsi per giustificare la sua sofferenza che non sa da dove venga ma assale, di soppiatto come un gatto di notte che punta addosso occhi gialli come fanali.
E una tristezza viscerale che le offusca visioni di vita e futuro, senza sapere cosa sia, senza sapere bene cosa fare. E' sempre bene aspettare che passi il ciclo, per valutare questa inadeguatezza verso chissà dove. In nessuna persona cercarla nè in azione alcuna, è solo un vento, che ora la attraversa e batte forte, tra poco sarà tempesta e sarà inevitabile, poiché, all'alba, ci sia il giusto chiarore per il sole.
domenica, 20 agosto 2006
E per favore, sii felice, che io proprio non posso, davvero. Fallo oggi, possibilmente.
In questa lezioncina che chiami vita mai uno sgarro, ed io che ho perso le scarpe a fiori mi affliggo, avanti alla mia confusione.
C'è limite e limite, si, ne sono ben conscia.
Ma che cazzo c'entra un limite contro la bellezza del cielo pieno di infinito, cosa paga un sorriso, il cuore, la parola amore?
Sono solo schizzi di inchiostro, schizzi di voce per marcare quello che non esiste diviso, porre limiti piccoli quanto la nostra mente affinché lei li comprenda, passi, steps, incidenti di percorso sopra una strada lastricata piccolo pezzo di un viaggio in scivolata lunga, ai lati il solito film del mondo proiettato all'infinito.
E per favore, non sbattere la porta quando esci.
giovedì, 03 agosto 2006
In mezzo a tutti questi strepitii quasi dimenticavo, com'era prima.
E io ti immaginavo grande, bandierina mia, stella quasi priva di tutto tranne che di allegria, quasi mi spaventavi nel tuo sventolarti, girare il culo e andre via.
E ora ho una tenerezza infinita e un grande bene per questa piccolabocca e piccoledita
e tutto si mescola alla mancanza e troppi sentimenti deformi da quanto poco si lasciano classificare.
E tutto va bene così.
E tutto va.
Tu ora dove sei, oltre che qui dentro di me?
lunedì, 17 luglio 2006
In questi sogni notturni c'è sempre lei, alla fine, che mi saluta con la mano. Ha capelli di stoppa ed occhi gialli, un sole nel sonno, mi sorride seduta dietro ad un finestrino del tram mentre apre la bocca per dirmi qualcosa. Ma non sento mai cosa.
Questa notte ho scritto 'come ti chiami' con inchiostro blu sul palmo della mano e a forza lo appiccicato contro il vertro, ma forse non sa leggere la mia lingua. Domani le sorriderò.
latteversato
giovedì, 13 luglio 2006
Desidero una brezza di mare, addosso ai muri caldi, una doccia e un aperitivo in terrazzo sopra i lauri e sopra i tetti e le voci di ogni vicino che chiama il figlio, il gatto, l'amante. Socchiudere gli occhi verso il mare e respirare, lenta, allargando le gambe e rovesciando la testa, i capelli penzolanti come spettri. Vorrei aspettare il mio amante un po' brilla nel mezzo di questa lunga, troppo lunga, estate e sciogliere un po' di me (cuore, cervello) dentro il martini o in mezzo ai gelsomini che stordiscono forti e pregnano me, il sole e i capelli del loro profumo un po' carnale da quanto sfatto.
Un ombra di fastidio già c'è, talmente forte che nessun racconto mi arriva, le mie muse sdegnate mi girano le spalle e resto qui, da sola, a domare mostriciattoli di questo sottoprodotto cerebrale e a distruibuire conferme talmente inconsistenti che volano via. E tra poco io con loro.
mercoledì, 12 luglio 2006
Mi manchi, così, in superficie. Mi manchi che ho voglia di stringerti e fermare quegli attimi qui, tra dita e pancia, e pelle tua, e lingua mia. Come pressapoco mondi sopra mondi separati da cieli tu manda in orbita un pianeta, tesoro mio, lancialo lontano con le tue manine distratte ed eccoti resa la misura della mia mancanza. Della mia distanza. E ho voglia di sorriderti un po' addosso, soprattutto sul collo mentre tu ridi di riflesso e parli, parli e tutta la tua stranezza si spiega come un panno stirato sotto i miei occhi straniti. E alla fine ho voglia di respirarti un po', senza particolari desideri se non sapere che c'è una tua mano a portata di corpo, o bacio, o voce. Ed in questi giorni la vita mia va storta, questa irrequietezza la tengo in gabbia sempre più a fatica e critico tutto strapazzandolo, poiché nel tutto non ci sei.
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